Erano i primi giorni della nostra relazione, in cui tutto è magico e speciale e sa di novità ed ogni attimo è come la pagina di un nuovo libro che viene sfogliato avidamente dal lettore. 

Per me tutto questo aveva un sapore ancora più intrigante, perché per la prima volta nella mia vita potevo finalmente immergermi nel caldo abbraccio dell’India, quello di Pradeep, che durante le lunghe nottate in bianco, sotto il cielo stellato, mi raccontava aneddoti e miti legati alla religione Hindu. 

Ed io come una bambina mi lasciavo rapire dalle sue storie, tra un bacio ed un sorso di Chai, mentre il mio indiano dagli occhi profondi raccontava di Lord Shiva, Brahma, Vishnu e Ganesh.

Per quest’ultimo ho sempre nutrito una certa simpatia, forse per la sua peculiare fisicità, testa da elefante, corpo panciuto ed un topolino che lo accompagna in tutte le sue raffigurazioni. 

Mi raccontò della sua singolare storia, figlio del Dio Shiva e Parvati, di come Ganesh sia Signore di prosperità, fortuna, successo e del buon auspicio per i nuovi inizi, considerato “il distruttore degli ostacoli” sul cammino dei suoi devoti.

Rimasi fortemente affascinata da questa figura e volli a tutti i costi approfondire i miti ad essa legati, ma soprattutto i significati e simboli delle sue innumerevoli rappresentazioni!

Per esempio scoprii che il simpatico topolino che segue Ganesh in tutte le sue raffigurazioni, altro non è che la rappresentazione dell’ego e del desiderio degli uomini che, avidi come topi, trascorrono la loro vita correndo incessantemente dietro a desideri effimeri cercando di accaparrare più di quanto in realtà hanno bisogno.

Ganesh dunque, con la sua pacatezza e faccia sorniona, insegna a mantenere sotto controllo i nostri desideri senza che essi abbiano il controllo su di noi.

La sua testa da elefante ricorda quanto questo animale così gentile e apparentemente calmo, possieda anche una forza immensa, che viene utilizzata solo quando lo ritiene necessario e con le sue grandi orecchie Ganesh ci ricorda quanta saggezza dimora in lui, guadagnata soprattutto attraverso l’ascolto. 

Si dice inoltre che la pancia di Ganesh contenga tutto l’universo, ed essa simboleggia il modo in cui dovremmo vivere la nostra vita, accogliendo egualmente tutte quelle esperienze buone o cattive nelle quali ci imbattiamo durante il nostro cammino. Solo così ognuna di queste esperienze può insegnarci qualcosa portandoci più vicini a Dio. 

Tante simbologie e significati intriganti in un’unica figura inconfondibile, le cui caratteristiche e virtù mi spinsero a renderne omaggio durante il mio primo viaggio in India.

Fu così che durante la nostra visita nella caotica e chiassosa Mumbai, venni a sapere di essere nel posto giusto al momento giusto! In quei giorni, si celebrava il Ganesh Chaturthi o più banalmente, il compleanno di Ganesh! 

In occasione di questa festività, specialmente nello stato del Maharashtra a Mumbai, per ben undici giorni i devoti attraverso ricchi rituali colorati, si preparano alle celebrazioni che solitamente si concludono l’undicesimo giorno sulla spiaggia, con la tradizionale immersione in acqua delle enormi statue raffiguranti la divinità, adornate da fiori coloratissimi!

Mumbai è una città enorme. Ma davvero enorme, non tanto per dire, oltre 18 milioni di abitanti. Una metropoli immensa, dove grattacieli lussuosi mozzafiato sono costeggiati da baraccopoli e spazzatura.   

Strade caotiche e intasate, con un traffico eccessivamente intasato ad ogni angolo ed un caldo soffocante. 

Quel giorno sembrava che tutti i 18 milioni di abitanti fossero li in quell’ingorgo, dove da ormai quattro ore eravamo bloccati sotto il sole cocente all’interno della nostra auto.

Dove andranno mai tutti nello stesso momento? Pensavo tra me e me, mentre una qualche melodia Bollywood anni ’70 passava in sottofondo tra il rumore dei clacson e dell’aria condizionata alla massima potenza. 

Nonostante fossimo fermi nello stesso punto da più di un ora, Pradeep al volante era pacato e tranquillo, perfettamente a suo agio nel caos della metropoli. Mi disse che poco distante c’era un tempio dedicato a Ganesh e che appunto in quei giorni si celebrava il Ganesh Chaturthi.

Quale occasione migliore per poter rendere omaggio al mio “Dio preferito”!

Miracolosamente uscimmo da quell’ingorgo pochi istanti dopo aver deciso di visitare il tempio; mi resi subito conto di cosa volesse dire “distruttore degli ostacoli”!!

Raggiungemmo il Siddhivinayak Temple, il tempio dedicato a Ganesh più importante di tutto il Maharashtra.  

All’ingresso molto affollato, un pandit (prete) ci fermò e dopo aver legato un filo rosso e giallo “Moli”, attorno ai nostri polsi recitando una preghiera ci lasciò entrare. 

Per raggiungere l’ingresso del tempio, dovemmo passare per un lungo viale alberato pieno di bancarelle e negozietti, ognuno dei quali vendeva le offerte da portare all’interno del tempio come dono a Ganesh. 

Pradeep scelse accuratamente uno dei negozietti tra tutti i presenti, quello che gli sembrava più “affidabile” poiché, scoprii dopo che avremmo dovuto lasciare in custodia le nostre scarpe e zaini. 

Acquistammo una bellissima ghirlanda di fiori arancioni, “Phool Mala” ed assieme ad essa un offerta di cibo, “Prashad”.

Il negoziante e Pradeep non ebbero alcun dubbio su quale delle tante leccornie dolci a disposizione offrire a Ganesh, i Laddoo. 

Delle sfere di farina di semola, zucchero, cocco e altre prelibatezze, che pare siano l’offerta di cibo preferita di Ganesh.

A piedi scalzi e con il nostro cestino di offerte pronto, ci dirigemmo verso l’entrata. 

Ci dividemmo per qualche minuto per passare i controlli di sicurezza, separati per donne e uomini.

Ricongiunta con Pradeep dopo i controlli, l’impressione che ebbi, fu quella di essere all’ingresso di un concerto dei One Direction. La folla dei devoti si accalcava all’ingresso del tempio, ognuno di loro sollevando il proprio cesto di offerte per evitare che venisse schiacciato dalla ressa!

Pradeep mi tenne vicino a sè senza mai lasciare la mia mano, conducendomi a piccoli passi attraverso il fiume di gente che, spintonandosi in maniera del tutto pacifica, raggiungeva inesorabilmente il cuore del tempio. 

Li si trovava la sfarzosa statua di Ganesh ergersi su di un altare, adornata per l’occasione di coloratissimi fiori ed offerte, scortata da un gruppo di “Pandit” o preti che, al pari dei bodyguard di una celebrità, avevano non solo il compito di tenere a bada i fedeli che cercavano di toccare la statua, ma anche quello di dare le benedizioni

Raggiunto il fulcro del tempio, mi resi conto che lo scopo di questa calca era quello di consegnare il cestino di offerte al prete, per poi riceverlo nuovamente indietro assieme alla benedizione, il famoso puntino in mezzo alla fronte, “Teeka”. I laddoo che tornarono a noi, mi spiegò Pradeep, avremmo poi dovuto mangiarli per poter interiorizzare le numerose qualità e doti di Ganesh. 

Nella mia totale ingenuità, rimasi completamente rapita ed affascinata da tutto quel caos, che nella mia vita avevo potuto vedere soltanto durante concerti ed eventi mondani, ma mai per una celebrazione religiosa! 

Uscimmo dal cuore del tempio come da un frullatore e ci dirigemmo all’interno di un altra area meno affollata dove erano presenti alcune statue del famoso topolino che accompagna Ganesh in tutte le sue raffigurazioni. 

Rimasi incuriosita dalla fila che si era creata per poter parlare all’orecchio di ciascuna delle statue. 

Pradeep mi spiegò che il topo era anche un messaggero, perciò i devoti sussurravano all’orecchio i loro desideri con la speranza che il Dio Ganesh potesse ascoltarli. 

Così giunto il nostro turno, sia io che Pradeep sospirammo i nostri sogni e desideri all’orecchio del topolino.

Non svelai mai a nessuno ciò che dissi all’orecchio della statua, in quel tempio immenso nel cuore di Mumbai, ma posso dire con certezza che Ganesh ricevette il mio messaggio e da allora fino ad oggi ha sempre fatto in modo che lo sapessi. 

To be continued…